La nostra storia - Cassa Edile Piacenza


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La nostra storia


Quarantatre anni di vita, come sostiene il neo Presidente Molinaroli dott. Arch. Fabio sono tanti pure per un organismo come il nostro. Vale quindi la pena fermarci un attimo a riflettere attraverso quali vicende sociali ed economiche la nostra Cassa Edile sia pervenuta ad essere quella che oggi, in realtà,è. Vale a dire uno strumento di forza al servizio di chi opera nel campo dell’edilizia, e alla cui costituzione e organizzazione, hanno concorso, in misura paritetica, imprenditori, da un lato e lavoratori, dall’altro,attraverso le loro organizzazioni sindacali di categoria.

Perché è nata la Cassa Edile ? E proprio agli inizi degli Anni Sessanta? E quali finalità si prefiggeva, allora?

La Cassa Edile - sostengono gli storici dell’organizzazione - è nata con l’intento di mettere al riparo da spiacevoli sorprese, i lavoratori del settore, in un momento contrassegnato da grande effervescenza del mercato e quindi anche, da grande mobilità della mano d’opera.

Questa mobilità, non disgiunta da una certa “disinvoltura” di talune aziende, che certo la legislazione del tempo favoriva (basti pensare che oggi, invece, la Cassa Edile è tenuta a rilasciare agli enti pubblici e privati che appaltano lavori, un documento unico di regolarità contributiva delle imprese iscritte, anche per conto dell’INPS e dell’INAIL) faceva si che il lavoratore, che nel corso di una stagione, cambiava diversi cantieri, finisse quasi sempre per essere leso, in alcuni dei suoi diritti fondamentali.

In sostanza, capitava che il “peregrinare” da un cantiere all’altro, da un posto di lavoro all’altro, gli facesse perdere, nella maggioranza dei casi, ferie, tredicesima, assistenza malattia e anzianità pensionabile.­

Con l’avvento della Cassa Edile a Piacenza - prevista dal contratto nazionale di lavoro - questo increscioso fenomeno, terminò del tutto, o comunque subì un drastico ridimensionamento.

In sostanza il meccanismo di “salvaguardia” funziona in questo modo.

Le aziende edili, per la parte preponderante ed i lavoratori per una quota, versano alla Cassa Edile una somma mensile, rapportata percentualmente alla paga del lavoratore. E questa serve per ottempera­re, da un lato, agli obblighi contrattuali e dall’altro, come vedremo in seguito, anche per ottenere altri vantaggi che l’organizzazione è in grado di offrire.

La mobilità, quindi, che è una caratteristica tipica del nostro settore (anzi elemento di grande positività di esso), cessò così, fin da allora, di essere uno spauracchio, per i risvolti negativi ai fini assistenziali e previdenziali cui abbiamo accennato.

La Cassa Edile perciò, divenuta elemento unificatore per i fondamentali aspetti della contribuzione, fu così in grado di garantire, fin da quei lontani Anni Sessanta, alcune cose fondamentali. Al lavoratore edile, da un lato, i diritti derivanti da quella continuità di rapporto di cui s’è detto e che prima sembravano essere una chimera; e dall’altro lato, sgravò le altre parti tenute a contribuire, di tutta una serie di adempimenti, burocratici e non.

Questo fu il primo e fonda­mentale passo, quello che dette avvio al nostro lungo e proficuo cammino.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Così oggi la Cassa Edile , per i compiti che costituiscono la ragione stessa della propria esistenza, interviene con ben tre assegni annuali a favore dei lavoratori, rapporta­ti alle ore di lavoro prestate. I primi due, a luglio e dicembre sono relativi a tredicesima, ferie e festività; mentre un terzo assegno viene “staccato” a maggio e premia, per così dire, l’anzianità di servizio.

Tutto questo va a favore indistintamente dei circa 3800 addetti, che operano nel nostro settore e coinvolge circa 750 aziende, prevalentemente medio-piccole, attraverso la Cassa Edile , che provvede agli adempimenti con uno staff di appena cinque persone, più un direttore.

E’ chiaro che un’oculata gestione, com’è avvenuto finora, di somme versate, ha portato la Cassa Edile ha fruire di opportunità finanziarie, che reinvestite nelle prestazioni offerte alla propria utenza, ha portato nuovi vantaggi ai lavoratori.


IL “FIORE ALL’OCCHIELLO” :

LE ASSISTENZE

Nasce qui il discorso delle co­siddette “assistenze”, (eroga­zioni e prestazioni aggiuntive a favore degli utenti) vero e proprio “fiore all’ occhiello” dell’organizzazione.

Nate a suo tempo (le prime ri­salgono agli Anni Sessanta) per compensare i disagi del la­voro edile, svolto prevalente­mente all’aperto e sopratutto allora, senza l’ausilio delle moderne tecnologie, oggi ha aggiunto, a quello originario, il carattere di incentivo, al fine di far apprezzare sempre più e

meglio, sopratutto da parte dei giovani lavoratori edili, i vantaggi anche economici che questa categoria può of­frire.

Una volta acquisiti infatti, i rudimenti che stanno alla ba­se delle varie professionalità in edilizia (il cosiddetto tirocinio che può essere effettivamente più duro qui, che in altri settori lavorativi, non fosse altro che per l’esigenza di dover operare spesso all’aperto) le prospettive che si aprono dopo, sono vera­mente incoraggianti. Non solo da un punto di vista meramente economico, ma anche delle soddisfazioni personali, come testimoniano quei giovani che, vinto con l’amor proprio e l’orgoglio delle proprie capacità, le difficoltà iniziali, hanno saputo intraprendere una carriera che richiede, tra l’altro, doti di temperamento, fantasia e creatività.

Oltre a questo premio di incentivazione e formazione dei giovani, le altre prestazioni ed assistenze sono le seguenti:

- una integrazione dell’indennità giornaliera per malattia o per inabilità temporanea per i casi di infortunio sul lavoro e malattie professionali al fine di assicurare all’operaio il 100% della retribuzione che gli spetterebbe se lavorasse e un’ulteriore indennità quando la malattia è di durata superiore a 270 giorni.

- la possibilità di soggiorni marini e montani per i familiari degli operai in albergo o in case di vacanze per i figli degli operai, gestite direttamente dalla Cassa Edile

- un contributo per spese e protesi dentarie

- un contributo per le spese scolastiche sostenute per i figli che frequentano le scuole medie inferiori e superiori

- un contributo per gli interessi pagati sul mutuo acceso per l’acquisto della prima casa di abitazione

- un’indennità giornaliera per le cure termali degli operai

- un sussidio straordinario in casi eccezionali di particolari e comprovate situazioni di disagio economico dovute alla necessità improrogabile di sostenere spese di carattere sanitario particolarmente onerose per l’operaio e per i suoi familiari

- l’erogazione di un assegno funerario a copertura delle spese sostenute in caso di morte del lavoratore o di un suo familiare.

Infine, tra le prime assistenze ad essere introdotte dalla Cassa Edile è stata la stipula di una polizza assicurativa per la copertura degli infortuni extra professioni degli operai.
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